LA VISITA DEL FRATELLO BRANHAM
NELLA CHIESA ADI DI ROMA

Quanto segue è ciò che scrisse la Sorella Sara Gorietti a pag. 5 del Risveglio Pentecostale (Edizione N. 10. Ottobre, 1954) riguardo la visita del Fratello Branham nella Chiesa ADI di Roma.
“E tutti furono presi da stupore e glorificavano Iddio; e pieni di spavento, dicevano: Oggi abbiamo visto cose strane”. Con queste stesse parole dell’Evangelo di Luca il Past. Roberto Bracco chiudeva la riunione tenuta dal fratello Branham nella chiesa di Roma.
Veramente avevo visto cose strane!
Mentre il ricordo di quel culto è ancora vivo nella mia memoria, desidero trascrivere alcune impressioni personali, affinché altri vengano a conoscenza del singolare ministerio che il fratello Branham ha ricevuto da Dio.
Conoscevo questo servitore del Signore per la fama che me ne era giunta attraverso i giornali evangelici esteri e le testimonianze udite a voce. Sapevo che, di passaggio per Roma, si sarebbe forse fermato con noi al culto della domenica e per questo motivo ero ansiosa di trovarmi in chiesa all’ora convenuta. Tutto il locale era gremitissimo di gente.
Mai i miei occhi hanno veduto cose simili, né le mie orecchie udito cose simili! Mai come in quella sera mi son sentita tanto vicino al cielo! E mai come in quella sera ho avvertito la presenza dello Spirito Santo così gloriosamente manifestata in mezzo a noi! Credetemi, fratelli, per quanto strane possano sembrare le cose che desidero raccontarvi esse rispondono a verità.
Il fratello Branham ha introdotto il suo messaggio con le semplici parole: — Di passaggio per Roma ho avuto gran desiderio di vedervi.
Mi sembrava di udire l’apostolo Paolo rivolto ai romani dei suoi tempi: “Avendo già da molti anni gran desiderio di recarmi da voi, quando andrò in Spagna spero passando di vedervi…”. Il suo messaggio è stato anche molto semplice e strettamente evangelico. Ma prima ancora, egli ci ha raccontato alcune testimonianze personali.
Ciò che più mi ha colpito è stata l’impronta del soprannaturale che ha caratterizzato tutta la sua vita ed anche la riunione di quella domenica nella nostra chiesa di Roma.
I suoi genitori erano cattolici, ma soltanto di nome, perché in effetti non professavano affatto la religione, né l’insegnamento ai loro figliuoli. Così fino ad una certa età della sua adolescenza, il fratello Branham ha conosciuto Iddio soltanto vagamente.
Un pomeriggio, ritornando dal pozzo verso casa, con il secchio traboccante di acqua, sentì il desiderio di riposarsi alcuni istanti all’ombra di un olmo robusto. Mentre se ne stava così seduto, nel solenne silenzio campestre, rotto soltanto dallo sciabordio lontano dell’acqua contro il greto del fiume, con il pensiero che vagava lontano, udì come il mulinare del vento vicino a lui. Si guardò intorno ripetutamente, ma la perfetta immobilità di tutta la vegetazione circostante dimostrava chiaramente che nessun soffio spirava, neanche la brezza più lieve. Da dove proveniva allora quel rumore di vento che giungeva così distintamente alle sue orecchie? Intimorito si alzò e, preso in mano il secchio, stava riprendendo la strada interrotta, quando gli occhi, seguendo la direzione del fruscio, si alzarono verso l’albero; ed egli vide, parzialmente celata tra il fogliame, una grande sfera luminosa. Non si era ancora reso perfettamente conto di questa apparizione, quando udì una voce che gli disse: — Non contaminarti mai né con l’alcool, né col fumo, perché desidero appartarti per il mio ministerio.
Da quel giorno rivide spesso la sfera luminosa e quella voce invisibile gli divenne sempre più familiare. Ebbe anche molte visioni profetiche riguardanti il futuro, molte delle quali si sono avverate.
Un pomeriggio, mentre giocava a palline con alcuni suoi compagni, nei pressi della sua abitazione, udì quella voce ben nota chiamarlo. Si allontanò in disparte e di nuovo la voce comandò: – Scrivi tutto quello che vedi.
Ecco apparirgli dinanzi una visione: ad una certa distanza dal luogo dove si trovava, vide molti uomini impiegati nella costruzione di un ponte colossale; nel breve spazio di pochi istanti, vide tutte le fasi progressive del lavoro, durante le quali sedici uomini morirono; ed infine vide l’opera completata.
Quando anni dopo, il ponte fu effettivamente costruito, si constatò che la visione profetica del fratello Branham era stata adempiuta, anche nei particolari dell’esatta locazione del ponte e della morte di sedici operai per infortuni sul lavoro.
Non aveva mai visto la persona che spesso gli parlava attraverso la sfera luminosa, fino a quel giorno che Iddio lo chiamò al ministerio che tutt’ora esercita.
Stava pregando nella sua cameretta quando gli apparve una luce sfolgorante che quasi lo accecò. Poco dopo udì dei passi incedere lentamente verso di lui, provenienti dal fondo della stanza. A causa del bagliore che gli feriva la vista, non riuscì a vedere la persona fino a che non gli fu proprio dinanzi: era un uomo alto e robusto, di carnagione molto scura, vestito all’orientale. Il timore s’impossessò di lui, ma lo rassicurò il timbro di voce di quell’apparizione: riconobbe subito la medesima voce armoniosa che aveva già udito altre volte. Questi gli disse di esser l’angelo che sta davanti al trono di Dio e di essere stato mandato a lui per conferirgli l’alto ministerio ch’egli doveva esercitare in tutto il mondo.
Ci ha raccontato ancora altre esperienze spirituali della sua vita passata, esperienze gloriose ed interessanti, ma che non posso trascrivere a causa della ristrettezza di spazio.
Parlando della guarigione divina, il fratello Branham ha detto che alla Piscina di Betesda Gesù non guarì tutti gli ammalati che vi si trovavano. Camminando, Egli passò vicino a molti di essi senza dire una parola; avrebbe potuto guarirli tutti, ma non lo fece; fu soltanto uno ad esser guarito in quel giorno. Questo perché Gesù non poteva fare niente da sé stesso: doveva aspettare il comando del Padre.
Ha aggiunto inoltre che molti non ricevono la guarigione divina che Iddio offre loro, perché non hanno la forza di toccare il lembo della Sua veste.
Ha detto che Gesù vedeva tutte le cose in visioni; che conosceva i pensieri degli uomini. Che cosa possiamo obiettare a queste dichiarazioni? Esse sono al di là della nostra comprensione; ma in quella sera, davanti ai nostri occhi, stava un uomo che viveva proprio in quel regno dello spirito e, prima che la riunione terminasse, avrebbe operato le stesse cose di cui stava parlando.
Non ho mai visto un uomo parlare con tanta autorità della parola di Dio.
Finito che ebbe di parlare, soggiunse: — Ora, se realmente sono un profeta di Dio, tutte le cose di cui vi ho parlato avverranno in questa riunione, questa sera stessa. Se invece esse non avverranno, voi avete il diritto di tacciarmi per falso profeta.
Prima ancora che la riunione cominciasse, dei bigliettini numerati erano stati distribuiti a tutti gli ammalati che desideravano che il fratello Branham pregasse per loro. Egli chiamò alcune di queste persone e le invitò a salire di fronte a lui sulla pedana.
Poi rivolto a queste disse: — Voi mi siete completamente sconosciute: non vi ho mai visto prima di ora, e non conosco nulla di voi. Il Signore è potente di fare grandi cose per voi in questa sera, perché satana è stato sconfitto da Cristo al Calvario.
Anche noi diciamo le stesse cose, ma quest’uomo stava per dimostrarle proprio davanti ai nostri occhi.
La prima persona che gli si presentò davanti fu una sorella di mezza età.
Il fratello Branham parlò sempre con dolcezza, mantenendosi calmo: non si agitò mai, né mai alzò la voce. Egli è proprio un uomo umile nel più vasto senso della parola, nonostante il fragoroso successo del suo ministerio.
Trattenevo il respiro mentre aspettavo che il fratello Branham avesse continuato a procedere con quella sorella che gli stava di fronte.

Temporeggiò alcuni istanti, dimostrando di non aver fretta, poi dolcemente le parlò, come aspettando l’ispirazione divina:

— Noi non ci conosciamo, non ci siamo mai incontrati prima d’ora. Se ti dirò alcune cose della tua vita e qual’è la malattia che ti affligge, dovrai pure ammettere che è stato il Signore a rivelarmele, perché nessun uomo possiede la facoltà di far questo da se stesso.

Tutta l’atmosfera era carica di aspettativa. Egli proseguì: — Tre giorni fa hai pregato il Signore perché mi mandasse in questa chiesa e pregassi per la tua guarigione. Hai pregato in una stanza nella quale alla tua destra era una sedia ed alla tua sinistra la finestra. Il tuo male è che hai disturbi di stomaco e di fegato causati dalla condizione scossa del tuo sistema nervoso.

A questo punto fu impossibile mantenere calma l’assemblea: da ogni parte si alzarono esclamazioni di meraviglia e di giubilo nello stesso tempo, perché realmente le cose che il fratello aveva detto venivano confermate da quella sorella stessa e da quanti altri ne erano a conoscenza. Poi il fratello pregò per lei e la lasciò andare esortandola a porre tutta la sua fiducia nell’Iddio Onnipotente.

Per alcuni degli altri ammalati che gli si presentarono, egli continuò a procedere nello stesso modo; a tutti dichiarò con estrema esattezza il male che li affliggeva.

La mia meraviglia e la mia sorpresa aumentavano continuamente.

Improvvisamente, mentre stava parlando ad un malato, si voltò verso l’assemblea e puntando l’indice dalla parte delle sorelle, disse: —Tu sorella che hai il velo grigio in testa e che siedi a metà della sala, terzultima della tua fila…

Quando la sorella indicata si alzò, il fratello Branham proseguì: — Proprio in questo momento stai pregando per tuo marito che è a casa malato di artrite; egli non è convertito. Stai di buon cuore che il Signore opererà.

Cari fratelli, la mancanza di spazio mi obbliga a concludere.

Ho voluto citare soltanto due esempi della manifestazione gloriosa del dono che il Signore ha elargito al fratello Branham; ma potrei raccontarne degli altri, molti altri.

La riunione non terminò, ma fu interrotta in maniera insolita. Come sempre avviene nelle riunioni tenute dal fratello Branham, ad un certo punto egli non ha potuto, con il suo debole fisico resistere alla forte pressione su di lui della potenza divina che lo annientava, ed ha troncato perché le forze gli venivano meno.

Non dimenticherò mai quella riunione che ha apportato un profondo cambiamento nella mia vita interiore ed ha corretto molte mie idee errate intorno al grande ministerio della guarigione divina.

SARA GORIETTI

GESU’ STA PER TORNARE

“Mi sveglio e sento gli uccelli che cantano, cantano, cantano ed io mi aspetto di sentire il suono di quella tromba che interromperà il loro canto…”.

ANDREA BONAR